La routine stagionale per Vata, Pitta e Kapha

Secondo l’Ayurveda, il rispetto dei propri ritmi biologici e la capacità di adeguarsi ai cambiamenti stagionali è essenziale per mantenersi in buona salute. I cicli naturali del giorno e della notte, delle stagioni e delle fasi lunari, causati dal movimento dei pianeti, toccano infatti da vicino gli esseri umani. In un certo senso, i fenomeni cosmici vengono cioè riprodotti fedelmente nel corpo umano.

E’ la routine stagionale che l’Ayurveda raccomanda a tutti di seguire per mantenere l’equilibrio nei cambiamenti di stagione. Questa routine non implica grosse alterazioni sullo stile di vita, ma solo uno spostamento di attenzione. La routine giornaliera, che rimane di primaria importanza, va mantenuta e bisogna continuare a seguire la dieta che calma il Dosha principale, ma con qualche variazione per l’adattamento stagionale.

L’individuo non si ferma ai confini della sua pelle: la sua esistenza prosegue fuori, nella totalità della natura. Dovunque intorno a noi Vata, Pitta e Kapha sono in azione, collegando la nostra fisiologia con il mondo circostante. Ecco perché il nostro corpo cambia insieme con il tempo, percepisce la pioggia nelle ossa o si impigrisce all’inizio della primavera. I dosha non perdono mai d’occhio il clima, che faccia caldo o freddo, che ci sia vento o umidità. Il tempo freddo e secco, insieme col vento, provoca l’aumento di Vata. Il caldo provoca l’aumento di Pitta, specialmente se c’è anche umidità. Il freddo umido o la neve provocano un aumento di Kapha. Se l’aumento è eccessivo si verifica nel corpo una condizione di squilibrio. In ogni caso, ci vuole un po’ di tempo prima che il corpo possa rielaborare uno sbaglio e manifestarlo all’esterno sotto forma di sintomi. Vata, ad esempio, è il Dosha più rapido quindi i suoi squilibri si manifestano velocemente; Pitta può aver bisogno di un tempo medio, un mesetto, prima di provocare disturbi percettibili mentre Kapha, per la sua lentezza, rimane appiccicato come melassa fredda durante tutto l’inverno, per poi sciogliersi e fluire a primavera: avere il naso gocciolante, problemi ai seni frontali o catarri in aprile o maggio, indica che avremmo dovuto prenderci più cura di Kapha già nella seconda parte dell’inverno, mangiando alimenti che non producano troppo Kapha.

L’Ayurveda divide l’anno in tre stagioni invece di quattro:

  • KAPHA ha la sua stagione in PRIMAVERA e nella PRIMA PARTE dell’ESTATE: da metà marzo a metà giugno;

  • PITTA ha la sua stagione in ESTATE e nella PRIMA PARTE dell’AUTUNNO: da metà giugno a metà ottobre;

  • VATA ha la sua stagione nell’ULTIMA PARTE dell’AUTUNNO e in INVERNO: da metà ottobre a metà marzo;

L’autunno dunque si divide fra due Dosha: è considerato Pitta finché prevale il clima caldo e diventa Vata appena il clima diventa freddo, secco e ventoso. In realtà, non è solo il calendario, ma anche la natura stessa a dirci quando i dosha vengono influenzati: una giornata umida, fredda e nuvolosa provoca un aumento di Kapha sia che capiti in autunno, sia che capiti in inverno o in primavera, essendo i Dosha molto sensibili al clima.

 

STAGIONE KAPHA

Le sostanze di rifiuto che si sono accumulate nel lungo periodo di freddo, iniziano a sciogliersi all’interno del corpo indebolendo sia il fuoco gastrico (agni) che il metabolismo, manifestando così gli squilibri di Kapha: raffreddori, mal di gola, congestione dei polmoni, indolenza e letargia. Il periodo di fine inverno e inizio primavera è il momento migliore per eliminare l’eccesso di Kapha: questo Dosha si fluidifica e può così essere eliminato dal corpo in ogni momento durante questo periodo.

- In questo periodo scegliamo una dieta più leggera, più asciutta e con meno olio che durante le altre stagioni.
- Riduciamo il consumo di prodotti caseari pesanti come il formaggio, lo yogurt e il gelato. Preferiamo alimenti caldi e liquidi (bere un thermos di acqua calda, lasciata bollire preventivamente per 10/15 minuti, durante tutta la giornata può essere utile per lo scioglimento delle tossine).
- Scegliamo più cibo di gusto piccante, amaro e astringente e meno cibo di gusto dolce, acido e salato.

Vorrei far notare che, se in questa stagione si è raggiunto un elevato livello di accumulo di Kapha, è perchè in inverno abbiamo mangiato troppi cibi contenenti questo Dosha. Il che è giusto essendo la stagione invernale fredda, ma attenzione a non esagerare e, soprattutto, verso il mese di febbraio sarebbe bene iniziare ad attenuare un po’ il consumo di certi tipi di cibo untuoso e pesante prettamente Kapha, se non vogliamo che si veri chi in primavera l’aggravamento e il traboccare dei sintomi. In sostanza, per stare bene in primavera dobbiamo stare attenti anche a cosa mangiamo durante l’inverno.

 

STAGIONE PITTA

Durante tutto questo periodo il dosha Pitta tende progressivamente ad accumularsi nella fisiologia e a causare difficoltà digestive, gastriti e gastroenteriti, problemi cutanei, bruciore urinario, vertigini e debolezza generale. Durante la stagione estiva, inoltre a causa del clima caldo, il calore interno si disperde ed il potere digestivo (agni) ne risulta indebolito. Dalla forza della digestione dipende la forza dell’individuo, ragion per cui in generale d’estate, l’energia e la resistenza fisica sono minori rispetto all’inverno e una più oculata gestione delle proprie risorse diviene necessaria. Essendo agni in questo periodo naturalmente basso, può capitare di avere meno appetito.

  • Rispettiamo questo cambiamento evitando di mangiare troppo e preferendo alimenti e bevande fredde ma non ghiacciate. Con il caldo il corpo ha bisogno di una maggiore quantità di liquidi, ma è importante non spegnere il fuoco digestivo con bevande fredde dopo i pasti. Meglio evitare anche bevande stimolanti ricche di caffeina e gli alcolici che tendono ad aumentare Pitta.
  • Asteniamoci dall’esercizio fisico pesante, specialmente durante le ore calde della giornata.
  • Evitiamo di esporci molto al sole nelle ore calde della giornata: un’ esposizione moderata è accettabile nelle prime ore del mattino e verso il tramonto.
  • Preferiamo attività leggere, come passeggiate a piedi o in bicicletta nelle ore fresche, e sport rinfrescanti come il nuoto.
  • Molto indicati sono i cosiddetti “bagni di luna”: passeggiare all’aperto sotto i raggi rinfrescanti della luna addolcisce e rilassa mente e corpo.
  • Favoriamo tutto ciò che è rinfrescante, come il soggiornare presso giardini, boschi, laghi, il vestire abiti chiari leggeri e freschi, l’uso di aromi rinfrescanti come gelsomino, rosa e sandalo.
  • Preferiamo i gusti amari, dolci e astringenti e riduciamo l’acido, il salato e il piccante.

 

STAGIONE VATA

  • Per prevenire lo squilibrio di Vata è indispensabile proteggersi dal freddo e dall’umidità, indossando abiti caldi e proteggendo adeguatamente il capo.
  • L’abitazione dovrebbe essere sufficientemente calda; se l’ambiente è eccessivamente secco a causa del riscaldamento, un umidificatore può risultare utile.
  • Il massaggio quotidiano con olio di sesamo (abhyanga) è altamente indicato in quanto riduce l’influenza di Vata sulla fisiologia e protegge il corpo dal clima freddo.
  • La stagione invernale è il miglior periodo dell’anno per svolgere dell’attività fisica.
  • L’esercizio fisico rinforzerà la fisiologia ed annullerà gli eventuali effetti negativi come l’aumento di peso e l’accumulo di impurità, che possono venire prodotti dalla maggiore assunzione di cibo, tipica dell’inverno. Non preoccupiamoci se ci aumenta l’appetito, è una tendenza naturale d’inverno e aiuta a calmare Vata; tuttavia non mangiamo più di quanto non siamo in grado di digerire senza sforzo.
  • Preferiamo alimenti e bevande calde, cibi più pesanti e consumiamo più olio che nel resto dell’anno. Cuociamo bene i cibi rendendoli così più facili da digerire e accompagniamoli con grandi quantità di liquidi caldi (acqua calda e il tè Vata sono i migliori).
  • Aumentiamo il consumo di alimenti dal gusto dolce, salato e acido; riduciamo invece l’amaro, l’astringente e il piccante.

Evitiamo i cibi secchi e non cucinati (insalate, frutta e verdure crude). In generale la stagione in cui è necessario stare più attenti è quella del vostro tipo corporeo: l’estate per i Pitta, l’inverno per i Vata e la primavera per i Kapha. Queste sono le epoche in cui è necessario seguire più scrupolosamente il regime del proprio tipo corporeo. Inoltre a ogni cambio di stagione il dosha Vata tende a diventare più vulnerabile, quindi è bene fare attenzione a Vata quando si passa dall’inverno alla primavera, dalla primavera all’ estate e così via, perché questi sono i tipici periodi in cui si diffondono l’influenza e i raffreddori stagionali.

 

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Attività professionale di cui la Legge 14 Gennaio 2013, N°4


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