Il Triphala, il rimedio indiano tuttofare

 triphala

Il triphala è considerato un rimedio tuttofare in  quanto capace di risolvere oltre il 70% dei malanni.  

Il nome Triphala deriva dal sanscrito e significa “tre frutti” poiché tre sono i frutti utilizzati in questa combinazione che hanno sì singole proprietà ma che combinate assumono forza e caratteristiche esponenziali.

Il Triphala e la sua composizione

  • Amalaki è l’uva spina indiana ed è conosciuta in India anche come erba infermiera in quanto rafforza il sistema immunitario. È considerata una delle migliori piante ringiovanenti nonché un antinfiammatorio e antiossidante ricco di fibre, ferro e polifenoli e una quantità di vitamina C venti volte superiore a quella presente in un’arancia. Sul piano fisiologico ha un potere rinfrescante equilibrando il Pitta Dosha.
  • Haritaki è definita l’erba di Buddha poiché venerata in Tibet tanto che spesso era raffigurata sul palmo della mano del Dio. Questa pianta svolge un’azione purificante e purgante ed è ottima per la cura delle ferite in quanto stimola la produzione di collagene. L’haritaki, inoltre, è epatoprotettiva, febbrifuga, antivirale, espettorante e ipoglicemica. L’haritaki ha anche proprietà astringenti, ideali per la cura delle emorroidi. Dal punto di vista fisiologico, controlla il Vata Dosha.
  • Bibhitaki  È considerato nell’arte medica un ottimo broncodilatatore, riuscendo ad eliminare l’eccesso di muco nel corpo attraverso anche l’inibizione delle complicazioni polmonari come l’asma. Il Bibhitaki è, inoltre, una pianta antisettica, riesce a controllare le coliti e la diarrea e riesce a regolare l’eccessiva flatulenza, agendo nelle patologie dell’apparato biliare. A livello fisiologico controlla il Dosha Kapha.

Sappiamo che le singole componenti del Triphala acquistano maggiore efficacia se associate ad altri composti. Ecco perché i medicamenti ayurvedici sono caratterizzati dalla miscela di più piante, potenziando la loro azione.

Anche in questo caso, i tre frutti che compongono il Triphala sono usate per svariate condizioni, divenendo un vero e proprio tuttofare.

Il Triphala e gli innumerevoli usi

Il Triphala è un rimedio efficace per:

  • Le infezioni del cavo orofaringeo. Sia in caso di afte che di gengiviti, è possibile usufruire del contributo di questa pianta. Nel primo caso, è possibile avviare un’azione combinata, ovvero sia ingerire due capsule a digiuno la mattina che spalmare la miscela di Triphala in polvere e ghee sulla pelle ulcerata della mucosa della bocca, senza ingerirla. Nel caso di gengiviti e piorrea è possibile preparare un decotto con la sua polvere, filtrarlo e poi effettuare gargarismi per almeno 10 minuti.
  • Per la pelle e gli occhi. In caso di scottature o irritazioni, è consigliabile miscelare un cucchiaino di Triphala con il ghee e stenderla sulla zona interessata per circa 20 minuti.
  • Per purificare la pelle o il cuoio capelluto è possibile frizionare la cute con Triphala tailam, ovvero l’olio di base di Triphala.
  • Per risolvere il problema di occhi gonfi, irritati o affetti da congiuntivite è necessario lasciare riposare per 8 ore in 250 ml di acqua due cucchiaini di Triphala e filtrarla con una garza di cotone per eseguire un efficace impacco.
  • Clistere per i problemi intestinali. Nel caso di costipazione intestinale o colon irritato, è possibile effettuare un clistere con un decotto di 1500 ml e due cucchiaini di Triphala da lasciare raffreddare e filtrare bene prima dell’utilizzo.

Inoltre l’azione millenaria del Triphala lo rende efficace per la risoluzione di numerosi disturbi.

  • È un ottimo lassativo. La presenza di antrachinoni aiuta a stimolare il flusso di bile e la contrazione dei muscoli intestinali generano la peristalsi, favorendo l'evacuazione intestinale;
  • Riduce il colesterolo nel sangue divenendo protettore di coronarie e arterie. IL Triphala è adatto anche alla prevenzione cardiovascolare grazie all’elevato valore di vitamina C.
  • È un antivirale e può disintossicare e depurare il fegato dai grassi. Inoltre, purifica il sangue, favorendo la circolazione corporea e la digestione;
  • Agisce come mucolitico ed espettorante negli stati febbrili con costipazione delle vie respiratorie;
  • Riduce l’ipertensione, migliora la vista, tonifica la pelle e previene l’incanutimento dei capelli;
  • Il suo effetto nervino favorisce il sonno se assunto la sera, oppure funge da tonico se assunto la mattina appena svegli.
  • Recenti studi, inoltre, hanno provato la sua efficacia nella prevenzione e nella cura del cancro nonché come radioprotettore.

Il Triphala e le modalità di assunzione

Generalmente, è consigliato dai medici ayurvedici di assumere il Triphala accompagnato da un bicchiere di acqua o latte caldo oppure miscelato con il miele (o con il ghee).  Le quantità da assumere, così come le modalità d'assunzione, variano a seconda dei disturbi da curare.

È possibile utilizzare il Triphala anche come metodo preventivo, assumendolo regolarmente. È consigliabile assumere un cucchiaino da caffè in polvere oppure due capsule al di per 20 giorni o anche per più giorni.  Se, invece, si desidera curare un problema specifico è possibile raddoppiare la dose per una settimana per poi proseguire un’ulteriore settimana con metà della dose (chiedere sempre una consulenza ad un medico ayurvedico).

 

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